Viaggio con Beethoven (1) – Le opere

Ludwig_van_Beethoven_

Ludwig van Beethoven (Bonn, 17 dicembre 1770 – Vienna, 26 marzo 1827) è stato uno tra i più popolari compositori della musica colta occidentale.

Probabilmente sono noti a tutti i suoi capolavori. Questo approfondimento, diviso in cinque tappe, si soffermerà invece su aspetti meno conosciuti: la fisicità, il carattere, il rapporto con le donne della sua vita, e alcune interessanti analogie tra i battiti cardiaci e la ritmica musicale delle sue composizioni.

Per cominciare, però, è indispensabile una panoramica sulle sue opere più famose, con alcune curiosità.

Iniziamo con la terza sinfonia in Mi bemolle maggiore op. 55 detta “Eroica”, composta fra il 1802 e 1804, famosa per i due accordi iniziali e per la marcia funebre. Fu inizialmente dedicata a Napoleone, ma dopo la sua auto proclamazione a imperatore Beethoven ne stracciò la dedica e la intitolò al principe Joseph Franz Maximilian Lobkowitz .

La quinta sinfonia in Do minore op. 67 è anche conosciuta come “del destino”, definizione da molti interpretata come l’inquietudine per la sordità che si impossessava sempre più del Maestro.

Le quattro note introduttive della Quinta Sinfonia sono state utilizzate in tantissimi contesti: ricordiamo film come “V per Vendetta” (2005), “Fantasia 2000” (2000), “Mani di velluto” (1979), “Omicidio!” (1939); trasmissioni radio (“Radio Londra” durante la Seconda guerra mondiale) e cover pop (Robin Thicke con il singolo “When I Get You Alone”, la versione disco di Walter Murphy per il film “La febbre del sabato sera”, Elio e le Storie Tese al festival di Sanremo 2016).

Ma molte altre sue opere sono familiari alle nostre orecchie per l’uso abbondante che è stato fatto in TV e altri media. Per esempio la Romanza in Fa maggiore op. 50 per violino e orchestra è stata utilizzata per uno spot pubblicitario della Vecchia Romagna Etichetta Nera negli anni 80.

La 6° Sinfonia in Fa maggiore op. 68 è chiamata “Pastorale”: Beethoven, che amava trascorrere molto tempo in campagna, aggiunse alla partitura la dicitura “più espressione del sentimento che pittura” per indicare che non si trattava solo di una descrizione di un ambiente agreste, ma di un’interiorità umana.

La 9° Sinfonia in Re minore op. 123 detta anche “Corale”, composta negli ultimi anni della sua vita quando ormai era quasi completamente sordo, oltre alla caratteristica di contenere nel quarto tempo un coro e quattro voci soliste, è famosa per ‘”L’inno alla gioia”, adottato come inno dell’Unione Europea.

“Per Elisa” (WoO59) è un breve pezzo per pianoforte in La minore, molto conosciuto e trascritto per vari strumenti. Le versioni sulla persona cui era dedicato non concordano molto tra loro, quella più accreditata è a favore di Therese Malfatti, figlia di un commerciante viennese. Il titolo originale dell’opera era Für Therese, la versione moderna sarebbe dovuta ad un’errata trascrizione di un copista.

La “Sonata Quasi una fantasia” per pianoforte in Do# minore op.27 n.2, anche chiamata il “Chiaro di luna”, è tra le più conosciute composizioni pianistiche: una romantica dedica ad una sua allieva di cui era perdutamente innamorato.

L’invito è approfondire la conoscenza del compositore e delle sue opere con il materiale disponibile nella Biblioteca Musicale Andrea Della Corte. Ascoltare la sua musica è un viaggio attraverso l’essenza stessa della musica, significa entrare in un modo di grandezza, genialità, innalzamento, forza espressiva ed emozioni intense.

La Biblioteca contiene più di 500 cd con opere di Beethoven. Vi segnalo pertanto solo le “Opere Complete” e una versione delle Sinfonie di Beethoven revisionata da Christopher Hogwood e dall’Academy of Ancient Music: quest’ultima ripropone le pratiche d’esecuzione dell’epoca, con l’utilizzo di strumenti originali o copie moderne.

Buon ascolto!


Complete Beethoven Edition-Deutsche Grammophon (87 CD): 01.N.1
Beethoven Edition-Brillant (100 CD): 08.N.2
Beethoven: Complete Masterpieces-Sony (60 CD): 11.N.3
Le sinfonie di beethoven + “Ouvertures”, “Coriolan” e “Egmont”, Academy of Ancient Music Christopher Hogwood: 14.F.70

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Un Commento

  1. Pingback: Beethoven: la fisicità e il carattere | Biblioteca Musicale Andrea Della Corte

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