Monster, “l’album elettrico dei R.E.M.”

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“L’album elettrico dei R.E.M.”, così veniva pubblicizzato “Monster”, che aveva il difficile compito di confermare il successo di “Automatic for the people”. Correva l’anno 1994. L’attesa dei fan era palpabile, ma le prime impressioni furono contrastanti e molti si sentirono spiazzati. Solo col tempo a questo disco fu riconosciuto un valore paragonabile ai loro capolavori.

Poiché nel 1994 internet era pura fantascienza, solo oggi è possibile una discreta passeggiata in Rete tra le emozioni degli ascoltatori che hanno amato e vissuto quelle canzoni, quell’epoca, quel gruppo che ha fatto la storia del rock sciogliendosi senza motivi apparentemente concreti. Non c’è bisogno di recensioni, basta ricostruire le “reazioni a caldo” dai blog, magari per confrontarle con le nostre.

La prima lettura è dal blog di Stefano Ferreri, critico musicale di Onda Rock, che degli album dei R.E.M. ha tracciato una bellissima classifica sentimentale, in cui “Monster” occupa un posto particolarmente alto. Se siete fan del gruppo georgiano lasciatevi trascinare nella lettura integrale. Se siete neofiti, immaginatevi questo album con le sue parole:

Il primo ascolto fu un disastro. Ricordo ancora le parole (“Madonna-che-merda”) a sessione conclusa, e sì che sono passati diciotto anni. Fu uno shock. Aspettavo una fotocopia di ‘Automatic For the People’ e trovai ben altro, compreso un inedito Stipe rapato a zero e particolarmente aggressivo. Naturale quello spiazzamento. Gli ascolti che seguirono – e seguirono, all’epoca ci si smenavano davvero dei soldi e non ci si arrendeva al primo “bah” – furono una rapida ed inarrestabile salita verso lidi musicali nuovi, affrontati con un paio di orecchie nuove. In meno di una settimana mi innamorai in modo devastante del disco, e lo avrebbero fatto anche i tanti che oggi gli abbassano le medie voto in rete, non si fossero limitati alla ricerca frustrata di nuovi pezzoni strappalacrime bocciando tutto il lotto eccetto un paio di brani…

…Non finisce qui, continua su http://seashanty.altervista.org/2012/09/06/

La seconda suggestione proviene da ricerche più casuali. Ogni tanto, nel mezzo di navigazioni in rete per tutt’altri motivi, ci si imbatte in blog con cui si trovano particolari affinità di gusti o idee o esperienze, ed è inevitabile continuare la lettura. Così è stato per Lapinsù, ecco come racconta i “suoi” anni 90 di “Monster”:

Ricordo che Monster ce l’avevo in cassetta (ve le ricordate le audiocassette?) e lo ascoltai per la prima volta in un piovoso pomeriggio di fine agosto, quando l’aria si satura così tanto di umidità che speri con tutto il tuo cuore non esca il sole altrimenti l’afa potrebbe farti secco. Avevo approfittato del brutto tempo per rimettere mano alle traduzioni di greco e latino in vista della ripresa della scuola (mi pare di averlo già scritto da qualche parte che ero un secchione…). Presi il libro con le versioni (si intitolava Pedetemptim), recuperai vocabolario, carta e penna (ovviamente Staedtler) e cominciai a tradurre. Contrariamente al solito accesi lo stereo e misi nel vano la cassetta di Monster duplicata da un amico il giorno prima.

I compiti durarono poco perchè ancora prima che finisse la prima canzone io avevo preso a mordicchiare la penna e a trastullarmi con l’uggioso paesaggio oltre la finestra, come in una sorta di training autogeno col quale cercassi di mettere al minimo tutti i sensi tranne l’udito così da poter gustare più pienamente la musica…

…L’articolo completo è sul suo blog: https://lapinsu.wordpress.com/2015/10/19/monster/

L’ultima ricerca di “emozioni” è su Debaser, un sito che pubblica recensioni di chiunque voglia proporsi. Citare una recensione viola le regole che ci siamo posti a inizio articolo, ma non una di queste, che parla di “Monster” in termini piuttosto intimi e umidi di nostalgia.

…E mi piacevano anche “You” e “Tongue” perchè erano così sensuali e a me piaceva sentirmi sensuale mentre le ascoltavo. E poi Michael Stipe (è il cantante, maestra!) sembrava così sincero e a me sono sempre piaciute le persone sincere. E quelle melodie erano così ben fatte che io mettevo sempre da capo. Quando metti da capo una canzone ogni volta secondo me è amore. Quando la metti per la prima volta, è il primo amore…

Ecco il link: https://www.debaser.it/rem/monster/recensione-nickghostdrake. Inoltre, se sullo stesso sito guardiamo la panoramica dei contributi degli utenti vediamo che si dividono tra chi considera l’album un fiasco e chi lo considera un capolavoro: non ci sono vie di mezzo. Di “medio” c’è solo la media dei voti, un dato che evidentemente non rappresenta per niente questo disco.

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Collocazione nella Biblioteca Musicale Andrea Della Corte: 12.F.1981

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Informazioni su Paolo Albera

Seduto sugli allora.

  1. Grazie per la citazione e per il referrer.
    Fa piacere che la mia recensione\non recensione sia stata gradita anche da chi mastica la musica come te.
    Ciao e complimenti per il post (e per il blog)!!!!

    Mi piace

  2. Pingback: Una breve storia del ventesimo secolo: i Gang of Four | Biblioteca Musicale Andrea Della Corte

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