Gli anniversari del 2016: Goyescas e Schelomo

Quest’anno ricorre il 100° anniversario delle prime rappresentazioni delle opere “Goyescas” di Enrique Granados e “Schelomo” di Ernst Bloch. Ecco qualche informazione tratta dal sito del Teatro Regio e dalla Guida alla musica classica da concerto a cura di Claudio Bolzan.

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Goyescas opera in un atto e tre quadri in forma di concerto ( I° rapp. New York-Metropolitan 28 gennaio 1916). Dalla pittura al pianoforte e dal pianoforte all’opera: nasce così la più celebre opera di Enrique Granados, Goyescas, su libretto di Fernando Periquet Zuaznabar. Granados era un pittore dilettante, e quando in Spagna si festeggiò il centocinquantesimo anniversario della nascita di Francisco Goya, nel 1897, cominciò ad appassionarsi alle opere del pittore. Così, tra il 1909 e il 1911, scrisse una suite pianistica, Goyescas, ispirata proprio ai temi cari a Goya: la Spagna popolare, la Madrid dei majos e delle majas (i giovani alla moda della seconda metà del Settecento, eleganti, irriverenti, seducenti).

Quando l’Opéra di Parigi gli commissionò un’opera, pensò di trasformare quelle pagine pianistiche, orchestrandole, in un’opera. Nacque così Goyescas, dove quelle “pitture sonore” diventano una storia d’amore, gelosia e morte. L’intermezzo tra il primo e il secondo quadro, pagina che è rimasta in repertorio come brano orchestrale, fu invece composto espressamente per l’opera.

La prima esecuzione era prevista all’Opéra di Parigi ma lo scoppio della Prima Guerra Mondiale fece cancellare l’esecuzione, così il debutto avvenne al Metropolitan di New York il 28 gennaio 1916

Granados venne chiamato dieci volte alla ribalta. Il successo fu tale che il presidente americano Thomas Woodrow Wilson lo invitò a tenere un recital pianistico alla Casa Bianca. Granados accettò e cancellò così la prenotazione per la nave che, insieme alla moglie Amparo, doveva riportarlo in patria. Fu così costretto a prendere una nave che lo portò in Inghilterra e poi un’altra, il Sussex, da Folkestone a Dieppe, in Francia. Durante la traversata della Manica però, il Sussex venne colpito da un missile lanciato da un sommergibile tedesco: Granados morì affogato, nell’inutile tentativo di salvare la moglie: era il 24 marzo 1916.

(Fonte: http://www.teatroregio.torino.it/)

Goyescas ( versione per pianoforte) Jean-Marc Luisada pianoforte: 05.F.813
Goyescas ( versione per pianoforte) Douglas Riva pianoforte: 05.F.840
Goyescas ( versione per pianoforte) Alicia de Larrocha, pianoforte: CLA 97/1-97/2
Goyescas (versione per orchestra) Orchestra e coro del Teatro lirico di Cagliari
direttore Rafael Frühbeck de Burgos: 04 F 320


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Schelomo rapsodia ebraica per violoncello e orchestra (I° rapp. 3 maggio 1916 New York ) (Fonte: Dizionario enciclopedico universale della musica e dei musicisti-UTET).

(Secondo il “The New Grove Dictionary of Music and Musicians” la I° rappresentazione avvenne il 3 maggio 1917, nda)

L’opera “rapsodia ebraica per violoncello e orchesta” rappresenta uno dei vertici della produzione dell’autore basata su tematiche ebraiche. […] Ultimata a Ginevra nell’arco di sei settimane, nel periodo a cavallo fra gennaio e febbraio 1916, l’opera deve il suo titolo al personaggio del mitico re Salomone ( in ebraico “Schelomo”), ritenuto l’autore dell’Ecclesiaste, uno dei libri biblici pervaso da una visione dell’uomo profondamente angosciosi e pessimistici: da questo libro l’autore aveva estratto alcuni versetti che avrebbe voluto utilizzare per una composizione vocale, per la quale aveva approntato alcuni brani. […] La scelta di utilizzare il violoncello è stata spiegata dallo stesso B. anche in termini simbolici : “Si può immaginare che il violoncello solo sia l’incarnazione del re Salomone, e che l’orchestra simboleggi il suo universo intimo e la sua esperienza di vita […] Una partitura assai densa e complessa, pervasa da cima a fondo da una connotazione profondamente introversa e dolent. […] L’autore aveva sottolineato al riguardo: “Quasi tutte le mie opere, comprese le più cupe, si concludono su una nota di ottimismo, o almeno di speranza. Questa è la sola a concludersi nella negazione completa. Basato su alcune melodie religiose dalla caratteristica impronta modale e orientaleggiante, […] l’opera risulta formalmente tripartita (Andante moderato-Allegro moderato-Andante moderato)   incorniciata da una breve introduzione ed una coda.

(Fonte: Guida alla musica classica da concerto a cura di Claudio Bolzan – Guide Zecchini)

Schelomo rapsodia ebraica per violoncello e orchestra
M.Maisky violoncello; Israel Philharmonic Orchestra
Direttore L. Bernstein: 04.F.225
Schelomo, rapsodia ebraica per violoncello e orchestra
Prague Symphony orchestra, Jindrich Rohan Direttore
Andre Navarra  violoncello: 06.F.379

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