Gli anniversari del 2016: Noche en los jardines de Espana, Savitri

Oltre a “Goyescas” di Enrique Granados e “Schelomo” di Ernest Bloch, Quest’anno ricorre il 100° anniversario delle Prime Rappresentazioni di “Noche en los jardines de Espana” di Manuel De Falla e “Savitri” di Gustav Holst.

Ecco alcune informazioni tratte dalla Guida alla musica classica da concerto a cura di Claudio Bolzan e dal sito Ensemble Horn Pipe.

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Noche en los jardines de Espana Impressioni sinfoniche per pianoforte e orchestra

(I° rappresentazione Madrid-Teatro Reale-9 aprile 1916)

Progettato inizialmente come una serie di Notturni per piano solo, nel 1909, Noche en los jardines de Espana fu trasformato, nel 1915, in un lavoro per pianoforte ed orchestra. Fu quindi, quello di trasformare dall’originale per pianoforte solo, un lavoro che occupò a lungo De Falla, che all’epoca per mantenersi, svolgeva con intensità la professione concertistica: quella che ne risultò fu la composizione più incantevolmente impressionista del suo catalogo, un trittico dedicato ad altrettanti giardini andalusi. L’opera il cui sottotitolo è “ Impressioni sinfoniche per pianoforte e orchestra, in tre parti” è appunto diviso in tre movimenti.

Il primo movimento, En el Generalife, deve il suo nome all’incantevole giardino presso l’Alahambra. Il secondo movimento, la Danza lejana ci porta in un giardino non specificato […] . Senza pausa si entra nell’ultimo quadro, En los jardines de la Sierra de Cordoba, è una danza, frenetica e impetuosa, con l’orchestra e il piano che si sfidano in passaggi fortemente ritmati, influenzati dalla musica gitana e dal flamenco. Solo poco prima della conclusione, però. De Falla, propone una melodia misteriosa, melanconica, andalusa, che si spegne poco a poco, fra le note più gravi del pianoforte.

(Fonte: Guida alla musica classica da concerto a cura di Claudio Bolzan-Guide Zecchini)

Noche en los jardines de Espana e altre opere – BBC Philharmonic Orchestra Direttore Juanjo Mena: 12. F.51
Noche en los jardines de Espana e altre opere – Chicago Symphony Orchestra Direttore Daniel Baremboin: 03.P.88


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Savitri opera da camera in 1 atto ( I° rapp. Londra-London School of Opera 5 dicembre 1916)

Nel 1895 Gustav Holst, iniziò a interessarsi alla filosofia e alla letteratura Hindu e a studiare il Sanscrito e nel 1909 scisse l’opera Savitri, su un libretto dell’autore stesso “Savitri è concepita per essere eseguita all’aria aperta o in un piccolo edificio. Non è richiesto sipario”.

La storia dell’eroica Savitri, figlia del re Ashwapati a lui concessa per volontà divina come ricompensa del suo ascetismo e della sua devozione, viene narrata da Holst a partire dal suo incontro con Yama, il dio della Morte. Savitri, votata alla purezza e alla meditazione, ha infatti scelto di sposare Satyavan, figlio del re cieco e in esilio Dyumatsena, pur sapendo che “entro un anno egli sarebbe andato incontro al morte”: ella sola sa infatti che “maya è il velo dell’illusione, che ottenebra le pupille dei mortali e fa loro vedere un mondo di cui non si può dire né che esista né che non esista, […] simile alla scintillio della luce solare sulla sabbia che il viaggiatore scambia da lontano per acqua, oppure ad una corda buttata per terra ch’egli prende per un serpente”. (A. Schopenhauer)

Del modello wagneriano resta anche in quest’opera da camera l’uso del leitmotiv, cellula musicale melodica e talvolta timbrica associata a un elemento testuale importante e ben riconoscibile nel corso dello sviluppo musicale del brano.

Holst dovette aspettare sette anni prima di mettere in scena quest’opera, che richiede tre soli protagonisti e dodici musicisti oltre che un coro femminile muto, usato in quegli stessi anni da Ralph Vaughan Williams, suo intimo amico, da Debussy, da Ravel e da Puccini come risorsa timbrica piena di suggestione e mistero: Savitri rappresenta uno dei capolavori del compositore inglese

L’aspetto orientale è citato da Holst con pochi tratti musicali: la predilezione per i metri dispari (5/4 e 7/4) tipici della musica indiana e l’uso di alcune armonie e alcuni temi modali che rimandano ai raga. (Fonte: www.ensemblehornpipe.eu)

Savitri. Orchestra City of London Sinfonia Direttore Richard Hickox (CD): 14.F.674

Savitri / Gustav Holst (Partitura)32.ME.1097

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