Beethoven: la fisicità e il carattere

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Per quello che sappiamo, Ludwig van Beethoven era alto circa 1 metro e settantacinque, molto tarchiato, spalle ampie e testa massiccia, capelli al vento, denti sporgenti e un naso a patata.

Si vestiva sempre con abiti spiegazzati. Il disordine era il suo compagno di vita: nella sua persona, nel suo modo di fare e nella sua abitazione.

Chi lo vedeva per strada poteva anche impaurirsi: Beethoven rideva spesso senza motivo. Poi all’improvviso, illuminato da un idea musicale, si fermava e grugniva, cantava o fischiettava motivetti, prendeva appunti.

Nel rapporto con le persone passava da momenti di generosità e accoglienza calorosa a momenti di quasi indifferenza perché era intento a comporre musica, o perché, essendo quasi completamente sordo, poteva anche non accorgersi della presenza altrui.

Beethoven non ha mai avuto interesse a piacere al pubblico e assecondare i suoi gusti. Considerava il suo pubblico composto da persone tutte uguali, compresi principi, re e prelati. Era un artista che sapeva difendere i suoi diritti; era molto generoso, ma anche sospettoso e pensava che molti tramassero nei suoi confronti.

Varie altre cose si sanno sulla sua vita. In particolare il libro “Perché Beethoven lanciò lo stufato e molte altre storie sulla vita dei grandi compositori” di Steven Isserlis (Ed. Curci) racconta aneddoti che il conoscitore delle sue opere troverà molto interessanti. Si scopre per esempio come era la sua casa, cosa fece al ristorante quando sbagliarono a portargli il piatto, perché da giovane rischiò di odiare per sempre la musica a causa delle bizze del padre, la sua incerta data di nascita, come dovette educare i fratelli minori, quale figlia di un famoso compositore aiutò finanziariamente, il rapporto con le cognate e con i suoi allievi, il rapporto con i suoi “rivali” concertisti, come dirigeva un orchestra, perché ebbe difficoltà a comporre per circa due anni, e come morì…

L’autore ci racconta anche esperienze più dirette: cosa raccontò una signora di 102 anni a suo padre e suo nonno sul compositore, cui affittava una camera? Nulla che riguardasse la musica, ma molto sul suo stile di vita disordinato e comunemente definito da “artista”.

Il suggerimento dunque è di chiedere in prestito il libro o leggerlo direttamente alla Biblioteca Musicale Andrea Dalla Corte, magari dopo aver ascoltato in fonoteca una delle opere del maestro di Bonn.

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Come precisato nel percorso precedente Viaggio con Beethoven (1) – Le opere, La Biblioteca Musicale Della Corte contiene più di 500 cd con opere di Beethoven. Qui segnaliamo dunque solo le “Opere Complete” e una versione delle Sinfonie di Beethoven revisionata da Christopher Hogwood e dall’Academy of Ancient Music, che ripropone le pratiche d’esecuzione dell’epoca con l’utilizzo di strumenti originali o copie moderne.

Complete Beethoven Edition – Deutsche Grammophon (87 CD): 01.N.1
Beethoven Edition – Brillant (100 CD): 08.N.2
Beethoven: Complete Masterpieces – Sony (60 CD): 11.N.3
Le sinfonie di Beethoven + ‘Ouvertures’ ‘Coriolan’ e ‘Egmont’
Academy of Ancient Music Christopher Hogwood: 14.F.70

Buon ascolto!

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