Le “donne” di Puccini: Manon, Butterfly, Turandot, eroine senza tempo (4)

TURANDOT

Locandina TURANDOTTurandot” è l’ultima grande opera di Giacomo Puccini (Lucca, 22 dicembre 1858 – Bruxelles, 29 novembre 1924), dramma lirico in tre atti e cinque quadri liberamente tratto dall’omonima fiaba teatrale dello scrittore veneziano Carlo Gozzi, contemporaneo e storico antagonista di Goldoni (gli autori del libretto sono Renato Simoni e Giuseppe Adami). Si tratta di un’opera, purtroppo, incompiuta, perché il Maestro morì prima di riuscire a portare a termine le ultime due scene del terzo atto, che vennero successivamente completate dal compositore Franco Alfano (Posillipo, 8 marzo 1867 – Sanremo, 26 ottobre 1954) tenendo conto delle indicazioni presenti negli appunti musicali lasciati da Puccini. La prima rappresentazione è datata 25 aprile 1926 e allestita al Teatro alla Scala di Milano sotto la direzione di Arturo Toscanini (Parma, 25 marzo 1867 – New York, 16 gennaio 1957).

Tutti conoscono la celebre romanza per tenore del «Nessun dorma», cavallo di battaglia di Pavarotti, intonata all’inizio del III atto da un principe straniero, ma che cosa racconta “Turandot” e, soprattutto, chi è Turandot?


«Chi quel gong percuoterà
apparire la vedrà…
bianca al pari della giada,
fredda come quella spada
è la bella Turandot!»

(coro, I ATTO)


L’azione si svolge «al tempo delle favole», in Pechino. Turandot, figlia dell’imperatore della Cina, è una principessa tiranna e sanguinaria, che manda immancabilmente al patibolo uno dopo l’altro tutti i pretendenti di nobili natali che – stregati dalla sua bellezza incantatrice – osano presentarsi al suo cospetto e hanno l’ardire di sfidarla tentando di risolvere tre astrusi indovinelli da lei proposti. L’ultimo malcapitato in ordine di tempo è il Principe di Persia, che verrà giustiziato al sorgere della luna. Soltanto colui che uscirà dalla prova vittorioso potrà ottenere la mano della crudele.

La legge, in realtà, è un pretesto come un altro che l’algida Turandot ha escogitato per evitare di doversi, prima o poi, concedere in sposa a qualcuno e perdere in questo modo la propria purezza e la propria libertà: vibrante è in lei l’immagine, il ricordo, tramandato da stirpe in stirpe, di un’antica progenitrice, la coraggiosa principessa Lo-u-Ling, spodestata a viva forza dal regio trono e barbaramente uccisa per mano straniera mille anni prima. Da questo episodio di orrore, nasce il desiderio di vendetta e l’avversione spietata che Turandot nutre nei riguardi del sesso maschile e più generale di tutto ciò che è “altro”, straniero. «Mai nessun m’avrà!», dichiara perentoria, trincerandosi dietro le proprie paure e insicurezze, e considerandosi anche qualcosa di molto particolare: una sorta di idolo sacro, di ieratica sacerdotessa totalmente sganciata dalla corporeità del mondo terreno («Cosa umana non sono […] Tu stringi il mio freddo velo ma l’anima è lassù!»).

A contrastare questo carattere tenebroso di donna dalla personalità così granitica, troviamo un personaggio maschile solare, depositario di amore e di vita, che ha tutte le caratteristiche dell’eroe: Calaf, legittimo erede al trono del precedente re tartaro (Timur) destituito dalla dinastia attuale a seguito di un rovesciamento di potere, torna in incognito dal proprio esilio e, alla vista incomparabile di Turandot, perde la pace: non gli resta che sottoporsi – caparbio, a tratti vacillando – alla terribile prova degli enigmi. Vinta la prova, le cose si complicheranno ulteriormente, ma niente e nessuno potrà far recedere Calaf dal proprio proposito: «Inutili preghiere! Inutili minacce! Crollasse il mondo, voglio Turandot!». Tanto quanto la principessa si dimostra imperturbabile, sprezzante, vile tanto il Principe Ignoto si rivela ardente, nobile, impavido. Ai personaggi di Turandot e di Calaf sono rispettivamente associate le simbologie legate alla luna e al sole, alla notte e all’alba, al gelo e al fuoco: l’opera è costruita su una dialettica degli opposti.

Un’altra presenza femminile “forte” all’interno del racconto, da leggere sotto tutti i punti di vista in antitesi rispetto al personaggio di Turandot, è quella di Liù, piccola creatura gentile, povera di mezzi e di potere materiale ma provvista di una coscienza superiore che le viene dall’amore e che le consente di tenere testa a Turandot (celebre l’aria «Tu che di gel sei cinta»). Liù è rappresentazione stessa dell’amore autentico nella sua forma più alta: come atto di generosità estrema e di totale dono di sé.

Insomma, gli ingredienti, i temi, i caratteri sono tanti. La musica – celestiale – riesce ad esprimere perfettamente tutta la tensione, il senso di mistero, di gravità, il sentimento, l’ironia che animano la storia. Tra i brani più significativi è d’obbligo ancora citare, oltre ai due già menzionati: il coro della folla e dei servi del boia «Gira la cote!» (I atto); l’invocazione alla luna da parte della folla (I atto); il coro di voci bianche innestato sulle note della melodia cinese “Mo li hua” («Là, sui monti dell’est», I atto); la romanza di Liù «Signore, ascolta!» (I atto), il “terzetto delle maschere” («Olà, Pang! Olà, Pong!», II atto), l’aria di Turandot «In questa Reggia» (II atto) e la “scena degli enigmi” («Straniero, ascolta!», II atto).


Edizioni di riferimento:

DVD “TURANDOT” di Giacomo Puccini – Metropolitan Opera Orchestra and Chorus, 1988, James Levine (conductor), Eva Marton (Turandot), Placido Domingo (Calaf), Leona Mitchell (Liù), Paul Plishka (Timur), Hugues Cuenod (Imperatore Altoum), Brian Schexnayder (Ping), Allan Glassman (Pang), Anthony Laciura (Pong)

Collocazione: 06.P.22

DVD “TURANDOT” di Giacomo Puccini – Orchestra e Coro dell’Arena di Verona, 2010, Giuliano Carella (conductor), Maria Guleghina (Turandot), Salvatore Licita (Calaf), Tamar Iveri (Liù), Luiz-Ottavio Faria (Timur), Carlo Bosi (Imperatore Altoum), Leonardo Lopez Linares (Ping), Saverio Fiore (Pang), Gianluca Bocchino (Pong)

Collocazione: 11.P.276

LIBRETTO di “TURANDOT” di Giuseppe Adami e Renato Simoni

Collocazione: 116.MN.78

PARTITURA MUSICALE di “TURANDOT” di Giacomo Puccini
Collocazione: 33.MB.37

 

cover Turandot

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