Cd-singoli, Oasis, anni ‘90

Il “cd-singolo” è una storia iniziata e finita negli anni ‘90. È uno dei simboli di un decennio di musica, quello dominato dal formato cd, quando ancora la musica poteva essere solo “comprata”. Anche per “masterizzare”, e dunque copiare i cd come si faceva con le audiocassette, erano necessari altri cd. Ma se il cd era il supporto, il cd-singolo era il feticcio.

Erano ancora pochi i masterizzatori in circolazione, ma si trovava sempre l’amico che ne possedeva uno (o meglio: suo padre ne possedeva uno) e a cui chiedere di masterizzare qualche cd. Era frequente che i possessori (o meglio: i figli dei possessori) si facessero pagare a caro prezzo il servizio. La musica costava un bel po’ di soldi, che all’epoca erano lire. Con il passaggio all’euro, la musica è forse uno dei rarissimi beni i cui prezzi sono calati, poiché ora se ne può usufruire anche gratis, ma questa è un’altra storia.

I cd singoli (per brevità “CDS”) occupavano un ruolo particolare nell’universo discografico. Il dischetto conteneva di solito la canzone in promozione e altre 2/3, a volte inedite, a volte versioni alternative del singolo, a volte versioni dal vivo… Le tipiche confezioni sottili e interamente in plastica trasparente di solito non avevano posto per i testi. Il prezzo era tutt’altro che conveniente, forse anche per questo in Italia il formato non ha mai attecchito, e negli Stati Uniti ha avuto vita breve. In Gran Bretagna, però, ha goduto di un decennio abbondante di estrema popolarità.

Era frequente che i maggiori gruppi britannici pubblicassero, oltre all’album, anche 4/5 CDS con i singoli estratti. Tutto ciò non faceva che aumentare esponenzialmente l’entusiasmo dei fan, eccitati dall’opportunità di ascoltare nuovi inediti dell’artista fra i “lati B” allegati al brano in promozione.

Alcuni “lati B” hanno trovato particolare fortuna, tanto da essere diventati cavalli di battaglia della band. Gli Oasis, quando hanno pubblicato “Some might say”, hanno inserito anche quella “Acquiesce” che è diventata un classico dei loro concerti. Inoltre, il singolo “Whatever” rappresentava un caso unico per l’epoca, poiché la canzone non era contenuta in nessun album: è stata pubblicata esclusivamente come singolo, operazione che ci si poteva permettere solo negli anni ’60, quando il “45 giri” era il principale supporto di diffusione delle canzoni e non era detto che quelle canzoni comparissero anche sugli LP a “33 giri”.

Ma a parte i compratori più appassionati, i “lati B” erano poco conosciuti dalla maggior parte del pubblico. Dunque è diventata consuetudine, per le grandi band, pubblicare raccolte di pezzi usciti su CDS e rarità non comprese negli album ufficiali. Nel 1998 è uscito “The Masterplan” degli Oasis, per dare spazio a tutte le B-sides dei singoli dei primi tre album. La raccolta è disponibile nella Biblioteca Musicale Andrea Della Corte e comprende quelle canzoni che, per i fan “mad for it” degli anni ‘90, erano imprescindibili tanto quanto le canzoni degli album. Anzi, se possibile erano ancora più preziose, perché condivise solo con una ristretta cerchia di affezionati: quelli più valorosi, quelli che compravano i cd-singoli.

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Informazioni su Paolo Albera

Seduto sugli allora.

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