Tactus: un percorso geografico

Partiamo per un viaggio in Italia alla ricerca di luoghi, situazioni, ambienti in cui si sono sviluppati particolari stili e interessanti composizioni musicali, che l’etichetta Tactus ha collezionato nelle sue pubblicazioni discografiche.

Novalesa

Iniziamo dal Piemonte, esattamente dall’Abbazia di Novalesa, conosciuta tra gli altri aspetti per il laboratorio di “restauro non invasivo” di libri antichi.

All’interno della chiesa, costruita a inizio Settecento, si trova un organo realizzato da Cesare Catarinozzi nel 1725 a trazione totalmente meccanica.

Il Cd “L’organo di Novalesa” contiene opere di Bernardo Pasquini, Michelangelo Rossi, Girolami Cavazioni, Johann Kaspar Kerl, Giovanni de Macque e di Girolamo Frescobaldi eseguite dall’organista Markus Utz.

Spostandoci di pochi chilometri giungiamo a Torino e nelle residenze sabaude: il CD “Giacinto e Vincenzo Calderara e la musica tastieristica sabauda del XVIII secolo” presenta opere mai incise precedentemente e scoperte attraverso un lavoro di ricerca nelle biblioteche piemontesi. I brani sono eseguiti dal Maestro Mario Stefano Tonda su un fortepiano costruito dal viennese Anton Walter intorno al 1805.

L’aspetto che emerge più evidente fin dal primo ascolto delle opere contenute in questo disco è costituito senza dubbio dalla loro straordinaria varietà stilistica, che spazia da elementi viennesi a reminiscenze venete agli spunti ascrivibili alla scuola napoletana della Suonata di Vincenzo Calderara.

(Fonte: http://tactus.it)

Trasferiamoci ora nel Veneto. Il CD “Canzoni da battello del Settecento Veneziano” contiene canzoni dialettali di autori anonimi: le cosiddette “Gondoliere” venivano composte per essere eseguite durante “i freschi”, cioè le passeggiate in gondola che i veneziani amavano fare nel tempo libero.

Le «Canzoni da battello» veneziane costituiscono un fenomeno assai singolare nel panorama musicale settecentesco: non solo per la loro ambigua collocazione, posta a metà strada tra l’area colta e quella popolare, ma soprattutto per il successo di cui godettero – complice anche la loro ibrida matrice culturale – presso un pubblico eterogeneo per estrazione e distribuzione (storica oltre che geografica).

(Fonte: http://tactus.it)

Ci spostiamo ora a Bologna per due opere di particolare interesse non solo musicale.

La prima è “Giovanni Paolo Colonna – Salmi da Vespro per il giorno di S. Petronio” incisa dal Coro e orchestra della Cappella di S. Petronio e dal Coro di voci bianche del Teatro alla Scala di Milano. Giovanni Paolo Colonna, compositore ed organista italiano, era il prediletto dall’imperatore Leopoldo I d’Asburgo e da Francesco II d’Este, e definito all’epoca come il miglior compositore vivente.

Tactus-Monache

La seconda opera è particolarmente rilevante, considerando il contesto in cui nascono le musiche. Stiamo parlando del CD “Canti nel chiostro-Musiche nei monasteri femminili del ‘600 a Bologna”, inciso dalla “Cappella Artemisia”, gruppo vocale e strumentale specializzato in musica dei conventi italiani nel XVII secolo.

Nel Seicento, essendo la musica considerata un grave pericolo per l’integrità spirituale delle monache, le autorità ecclesiastiche emanarono diverse direttive volte a limitare o vietare l’uso.

L’insegnamento musicale impartito da maestri esterni era vietato, gli organi furono trasferiti nelle chiese interne e i passaggi con le chiese esterne furono murati. Era inoltre vietato, eccezione fatta per le festività maggiori, l’uso della polifonia. Tutto ciò rende ancora più meritevole e degno di nota il fatto che alcuni conventi di suore riuscirono ad eccellere nella musica sia come compositrici che come esecutrici di musica, e questo CD ne è una preziosa testimonianza.

Dai conventi all’amore: il CD “Firenze 1539 Musiche fatte nelle nozze dello illustrissimo duca di Firenze, il signor Cosimo de’ Medici e della illustrissima consorte Leonora da Tollero” è realizzato a cura del Centro di musica antica di Ginevra, dello studio di musica rinascimentale di Palermo e della scuola “Jacopo da Bologna”.

Terminiamo il nostro viaggio con Napoli. Il CD “Niccolò Jommelli e i musici di scuola napoletana del ‘700” presenta sinfonie per orchestra e concerti per piano e violino eseguiti da “I solisti partenopei” diretti dal Maestro Caizza.

“Villanelle napoletane del XVII secolo”, inciso dall’Ensemble San Felice diretto dal Maestro Giangiaocomo Pinardi, ci riporta invece ad un genere cosiddetto “minore” e popolare.

La villanesca – non c’è dubbio – è stata creata in ambienti colti, in cui nobili e musici dilettanti compivano un salto verso il basso, verso la consapevolezza e la divertita riscoperta di un linguaggio polifonico da loro sufficientemente lontano, praticabile solo attraverso un esercizio che doveva ritenersi poco più che un gioco, una cosa da nulla.

(Fonte: http://tactus.it)

Discografia

L’organo di Novalesa: 13.F.496
Giacinto & Vincenzo Calderara e la musica tastieristica sabauda del 18° secolo: 13.F.705
Canzoni da battello del Settecento veneziano: 02.F.115
Giovanni Paolo Colonna – Salmi da Vespro per il giorno di S. Petronio: 89.F.119

Canti nel chiostro-Musiche nei monasteri femminili del ‘600 a Bologna: 96.F.500
Firenze 1539 Musiche fatte nelle nozze dello illustrissimo duca di Firenze, il signor Cosimo de’ Medici e della illustrissima consorte Leonora da Tollero: 90.F.37

Niccolò Jommelli e i musici di scuola napoletana del ‘700”: 12.F.306
Villanelle napoletane del XVII secolo: 12.F.308

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