Pastorale

campanga 2L’immagine di un compositore che passeggia in mezzo alla natura, e che assorto nei suoi pensieri compone musica, è un’icona classica del musicista.

Da sempre l’arte trae importante ispirazione dalla natura, e la musica non fa eccezione, sia per la quiete e le suggestioni che evoca, sia per l’imitazione della natura stessa che molti musicisti hanno cercato di interpretare nel corso dei secoli.

L’esempio forse più evidente è la Sinfonia n. 6 in Fa maggiore op. 68 di Ludwig Van Beethoven, detta “Pastorale”, composta nel 1807 quasi in contemporanea con la Quinta Sinfonia op. 67 (Del destino), dal carattere diametralmente opposto, più cupa e tormentata.

Il primo tempo (Risveglio dei sentimenti all’arrivo in campagna) trasmette sensazioni di benessere e gioia. Il secondo tempo (Scena al ruscello ) è sentimento di quiete e tranquillità, immersione completa nella natura, al punto che sono evidenti le imitazioni: il flauto per l’usignolo, l’oboe per la quaglia e il clarinetto per il cuculo. Nel terzo tempo (Allegra riunione di campagnoli) entra in scena l’uomo che gioiose vive le sensazioni dello stare in mezzo alla campagna.

Nel quarto tempo (Tuono e tempesta) tali sensazioni spariranno all’arrivo del temporale, la musica evoca i tuoni lontani (nel tremolo di violoncelli e contrabbassi), le prime gocce di pioggia (le crome in staccato dei secondi violini), i richiami della gente (le figure dei primi violini) sempre più agitati (la ripresa è di un tono più alta), infine lo scroscio violento nel fortissimo dell’orchestra, col rombo profondo di violoncelli e contrabbassi, il tremolo degli altri archi coi primi violini su registri molto acuti, le lunghe note di legni e ottoni, ai quali si aggiunge ora il fragoroso intervento dei timpani.

(Cit. http://www.rivistazetesis.it/)

L’ultimo tempo (Sentimenti di benevolenza e ringraziamento alla Divinità dopo la tempesta ) esprime sentimenti di gioia e di letizia, ma anche di consapevolezza dell’essere parte della natura che ci circonda.

Passiamo all’opera di Gustav Mahler: la natura entra nella musica del compositore tedesco in modo decisamente intenso. L’inizio della 1° sinfonia è costituito da un particolare effetto sonoro: si tratta di un armonico tenuto degli archi, per alcuni momenti difficilmente percepibile, come la luce della natura pian piano sorge tra le nuvole, oppure come la natura stessa che esiste sempre ma che talvolta si manifesta e altre volte si nasconde.

Della 3° sinfonia vorrei citarvi un episodio che rende bene l’idea dell’importanza della natura in Mahler.

Mentre nella località di Steinbach componeva questa partitura, venne a trovarlo il direttore d’orchestra Bruno Walter, che fu rapito dalla meraviglia del paesaggio che si mostrava ai suoi occhi. Il compositore gli disse: “è inutile che guardi tutto questo, l’ho già messo dentro alla mia sinfonia”.

 L’Adagio finale della 9° sinfonia è come un percorso lungo l’esistenza umana: si alternano momenti di quiete, di malinconica pace, a momenti di innalzamento e di espansione verso la Natura fino al finale dove sussurri via via più flebili e lievi conducono al suono per eccellenza, “il silenzio”.

Tra i numerosi brani a carattere pastorale ricordiamo la Sinfonia fantastica di H.Berlioz, scritta nel 1830, il cui terzo tempo “Scena nei campi” descrive una scena campestre.

Un’altra opera importante è il Prélude à l’après-midi d’un faune di Claude Debussy, ispirato da una poesia di Stefano Mallarmé e composta tra il 1890 e il 1894. Debussy fu il principale esponente dell’impressionismo musicale e, come i pittori si affidano per la loro espressione artistica alle macchie di colore, lui mette in risalto l’espressività delle varie parti dell’orchestra. L’opera narra l’avventura di un fauno che in un paesaggio bucolico suona il flauto e si intrattiene amorevolmente con alcune ninfe, e infine, rimasto da solo, riprende a suonare e si addormenta.

“La mer” (1903-1905), suddiviso in tre “schizzi”( “De l’aube à midi sur la mer” – “Jeux de vagues” “Dialogue du vent et de la mer” ) rivela in musica il fascino che il mare esercita su Debussy e rappresenta l’inizio dell’impressionismo musicale. Il compositore francese nel suo miglior poema sinfonico non vuole tanto rappresentare un paesaggio marino, quanto cogliere le percezioni e le sensazioni di essere a contatto con il mare.

Beethoven Sinfonia n. 6 – Pastorale
Complete Beethoven Edition-Deutsche Grammophon (87 CD): 01.N.1
Beethoven Edition-Brillant (100 CD): 08.N.2
Beethoven: Complete Masterpieces-Sony (60 CD): 11.N.3
Le sinfonie di Beethoven + ‘Ouvertures “Coriolan’ e ‘Egmont’ Academy of Ancient Music Christopher Hogwood: 14.F.70

Mahler-Sinfonia n.1-3-9
The Complete Symphonies
New York Philharmonic direttore Leonard Bernstein: 10.F.285
The Symphonies; Orchestre varie, direttore Riccardo Chailly: 11.F. 59   
Berlioz-Sinfonia “Fantastica”
Sinfonia fantastica  e altre opere European Community Youth Orchestra direttore Claudio Abbado: CLA.F.120.1/2

Debussy- Prélude à l’après-midi d’un faune, La mer
Prélude à l’après-midi d’un faune, La mer e altre opere
New York Philharmonic direttore Leonard Bernstein: 02.F.93
Prélude à l’après-midi d’un faune, La mer e altre opere
Serie “I grandi musicisti”: 12.F.2234

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