Negrita nel 2001: Radio Zombie

Front

Il “disco minore”: quello che non ha venduto molto, quello che non ricordi nessun pezzo famoso, quello che due mesi dopo trovi in offerta, quello oscurato dall’album prima, o seguito da un “Best of” riparatore per metterci una pezza. Insomma, il disco cui non riesce il “botto”. Ma a volte nel “botto” piccolo c’è il vino buono…

I Negrita sono una delle poche rock band italiane che è comune sentire in radio. Dall’esordio con l’omonimo Negrita nel 1994 fino ad oggi (2017) si sono succeduti nove album di inediti. Il punto di svolta nella loro storia è l’anno 1999, quando esce l’album Reset che fa decollare la loro popolarità, grazie anche alla realizzazione della colonna sonora del film Così è la vita di Aldo Giovanni e Giacomo. Un altro momento importante della loro carriera è la partecipazione al Festival di Sanremo nel 2002.

In mezzo però c’è un passaggio di tutt’altro segno: è Radio Zombie, un disco di minore fortuna commerciale, senza un vero singolo che si appiccica alle orecchie, un’avventura probabilmente non facile per un gruppo all’epoca lanciatissimo ma con poche possibilità di fare passi falsi.

Siamo nel 2001, il primo impatto al negozio di dischi non deve essere certo entusiasmante se ci mettiamo nei panni di un cliente medio ascoltatore saltuario di musica. Un titolo un po’ tetro, una copertina oscura con un deserto forato da tante antenne che sbucano dal sottosuolo, un singolo un po’ ruvido in radio (“Bambole”): difficile portare alla cassa questo cd se non si è già fan.

In questo album il gruppo aretino ricorda le avventure dei primi concerti (1992), e in quelle emozioni e in quelle sonorità sembra trovare un porto sicuro. “Ho sbagliato per sbagliare, non perché lo dite voi” canta Pau in “Non ci guarderemo indietro mai”, e qui sembra affacciarsi la “profezia che si auto-adempie” del disco minore di cui sopra.

Ma è nei dischi minori che spesso si trova la perla. Questa è “Hemingway”, brano scritto dal chitarrista Drigo, ispirato allo scrittore americano di cui deve aver letto molti libri (esattamente come chi scrive!). Il testo è una collezione di “immagini” tratte dai suoi romanzi, dal mare cubano alle arene di Pamplona, su una ballata chitarristica cullata dalle onde di un flanger lento e morbido. È l’unico pezzo illuminato da un sole che scotta… il resto è piuttosto notturno.

A proposito di Drigo: qui è autore anche di un altro pezzo, “Prima del grande giorno”. In Biblioteca si può trovare anche il suo libro “Rock Notes”, diario in cui racconta anche di questo periodo.

Radio Zombie è disponibile sia in prestito che in ascolto nella Biblioteca Musicale Andrea Della Corte. Per quanto riguarda le novità dei Negrita, questo 12 Maggio uscirà la ristampa dell’album XXX, il primo di chiara esuberanza pop, che per molti versi può essere considerato il contrario di Radio Zombie. Che non è quel tipo di disco “da ristampe”.

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Collocazione nella Biblioteca Musicale Andrea Della Corte: 13.F.3387

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Informazioni su Paolo Albera

Seduto sugli allora.

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