La Torino del grande Fred

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Probabilmente questa città, nel suo intimo carattere, non è cambiata di molto. Passano i decenni, si alternano le mode, cambiano i nomi dei locali notturni, ma l’anima della Torino notturna di metà novecento sembra sempre quella che ha accompagnato l’esplosione del cantante Fred Buscaglione.

Il giornalista de La Stampa Maurizio Ternavasio ricostruisce la vita di Fred e la Torino degli anni 30/40/50 nel libro “Il grande Fred. Fred Buscaglione, una vita in musica”. Il libro è stato pubblicato da Lindau nel 1999, in Biblioteca Musicale Andrea Della Corte è disponibile la terza edizione con prefazione di Marinella Venegoni.

Una sotterranea voglia di musica, avventure, divertimento, eccessi: così ora come negli anni 30 i cantautori, i poeti, gli artisti riflettono la stessa smania di evadere dalla quotidianità. È un “sentimento” che si percepisce ogni volta che si entra in un locale di Vanchiglia, San Salvario, Murazzi…

Negli anni del fascismo il jazz è vietato, perché di ispirazione esterofila. Ma le prove della jazz band di Fred non possono passare silenziose negli alloggi in centro. E allora ogni musicista a turno fa da “palo”, e quando una ronda fascista passa in strada, la band si mette a suonare “Giovinezza” per non destare sospetti. Questi espedienti fanno parte di quegli “anticorpi” che la città ha sempre sviluppato per eludere le regole imposte da un potere troppo invadente.

Sulla vita di Fred Buscaglione incomberà sempre l’ombra della guerra. Fred perde i suoi anni più preziosi prestando servizio militare al fronte, anche se non è uno degli scenari più critici (Sardegna). È comunque divertente leggere come trovi un diversivo per trascorrerlo “a modo suo”, con fantasia e spirito di adattamento. Convince i suoi superiori a essere nominato responsabile di spettacoli teatrali di svago e ricreazione per le truppe. Recluta artisti e musicisti che poi torneranno nella sua vita.

La vita artistica di Fred Buscaglione con la sua band (gli Asternovas) è un’avventura per niente semplice. Tanto carisma, talento naturale per violino e contrabbasso, amore viscerale per il jazz americano, mille concerti nei locali della città, ma il suo futuro sembra essere all’estero, dove ha ingaggi migliori. Dall’incontro con il paroliere Leo Chiosso, intanto, cominciano a nascere alcune canzoni ispirate all’immaginario delle gangster stories americane.

Queste canzoni cercano di farsi spazio nei concerti, ma il pubblico vuole le cover. Un po’ di delusione e frustrazione non ferma Fred dal perseguire il suo obiettivo. E pian piano le canzoni scritte con Leo Chiosso fanno breccia.

Le “criminal songs” di Fred non hanno vita facile nel diffondersi in tutta Italia. Donne, alcol, sparatorie: i temi troppo “viziosi” non sono conformi ai criteri di buon costume della Rai.

Ma il successo nazionale per Fred Buscaglione arriva comunque, in maniera “virale”. Il merito è dei Juke Box nelle località di villeggiatura. Se oggi sono i social network a decidere l’impennata di popolarità di una band, negli anni 50 sono i Juke Box ad avere un ruolo simile. Dopodiché la radio non può proprio ignorare questo fenomeno: segue la scia e lo catapulta nell’etere.

Arrivano anni di successo e impegno vorticoso di Fred, tra programmi di intrattenimento, film, tournée. Gli impegni cinematografici lo costringono a trasferirsi a Roma. È qui che muore, in un incidente d’auto, all’alba, a 38 anni, nella sua macchina da star: la Thunderbird rosa.

Oggi a Torino tutti gli anni c’è un festival jazz. A Fred Buscaglione è intitolato il lato sinistro del Lungo Po dei Murazzi. C’è un evento dedicato a lui (Sotto il Cielo di Fred), che si svolge nelle piole della città, ogni cantautore è Buscaglione per una notte. Il locale che lo ha visto “esplodere” (il Faro in Via San Massimo) ha cambiato mille volte nome e gestione, ma è sempre stato un punto di riferimento in città. Un collettivo di scrittori noir (Torinoir) sembra quasi ridare vita alle letture del paroliere Leo Chiosso. È una Torino che cambia il pelo, ma non un singolo vizio.


Collocazione in Biblioteca Musicale Andrea Della Corte: M810 E 144 (12)

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Informazioni su Paolo Albera

Seduto sugli allora.

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