Percezioni ultimo

Acquerello villa tesoriera

Marcello: Dove vi siete conosciuti?
Loredana: In biblioteca
Marcello: Ah, anche lei appassionata di letteratura?
Loredana: No, appassionata di stipendio, lì ci lavoro

Marcello e Loredana sono due personaggi del film di Ettore Scola Che ora è, interpretato da Marcello Mastroianni (il padre), Massimo Troisi (il figlio Michele in servizio militare a Civitavecchia) e Anne Parillaud (Loredana, bibliotecaria fidanzata di Michele dall’aspetto distante dal corrispondente stereotipo).
Ammetto che quando mi sono messa alla ricerca di qualche frase o citazione come introduzione all’ultimo della serie Percezioni ho preferito questa conversazione ai numerosi colti aforismi; innanzitutto  perché racconta la biblioteca come luogo di incontro (e a proposito di collegamenti inaspettati, provate a dare un’occhiata a questo link).
Se volessimo tentare di costruire una mappa della comunità di una biblioteca potremmo partire da tre gruppi di soggetti, secondo un’interazione colleghi-colleghi, utenti-colleghi, utenti-utenti.
Sull’incontro colleghi-colleghi direi che possiamo sostanzialmente sorvolare: storie di ordinaria convivenza di anime e intenti diversi; fatta a volte di scambio collaborativo e profittevole, altre volte di dinamiche sterili o peggio rancorose (così è e così, come d’abitudine, la racconto).
Sull’incontro con l’utenza occorre giocarsela bene: perché se manchiamo quello, cessa il senso del nostro lavoro.
Naturalmente tutti sapete che cosa sono le biblioteche e qual è istituzionalmente il loro compito. I nostri affezionati utenti lo sanno apparentemente meglio di chi non ci frequenta, sfruttando la possibilità di accrescere il loro sapere attraverso il prestito dei nostri libri.
Nostri utenti naturali sono musicisti, musicologi e musicofili, ma siamo anche un punto prestito di libri provenienti da altre biblioteche.
Il giovedì, infatti, arriva la… Casssaaa (da leggere avendo presente immagine e significato della Luisona del Bar Sport di Stefano Benni)!
Le casse migrano da una biblioteca all’altra, grandi, capienti contenitori di plastica pieni di libri che viaggiano per tutta la città, consentendo, per dire, a un lettore che abita vicino alla biblioteca Pavese ed è utente di quella biblioteca di farsi spedire il libro dalla Cognasso, che sta dall’altra parte della città.
L’operazione di smistamento dei libri è, valutato quanti ne spostiamo, a suo modo impegnativa (statistiche alla mano, possiamo dirvi che nel 2016 sono stati movimentati in totale 53.151 libri). Al viaggio fisico corrisponde un preciso protocollo di transito elettronico che deve essere rispettato.

 

 

Questo è quello che noi chiamiamo in gergo biblio-fantascientifico interprestito: nella foto vediamo Gaetana, Dina, Nunzia e Lorena impegnate proprio nel sistemare i libri in modo tale da poter immediatamente avvisare i lettori che li hanno prenotati.
Subito prima delle vacanze il numero dei volumi circolanti aumenta: i nostri lettori, valutando indispensabile partire (o restare…) con qualcosa da leggere, fanno il pieno anche di quelli (e meno male!).
Così come sicuramente non vogliono farsi mancare dvd di concerti, opere, balletti o cd con ogni tipo di musica. Ma per quelli consigliamo di venire qui e salire al primo piano, dove ad attenderli c’è una ricchissima fonoteca, luogo di sosta ideale anche per chi voglia fermarsi e dedicare un po’ di tempo all’ascolto indisturbato di musica.

fonoteca

Per chi sta al reference l’incontro con l’utenza avviene nel momento in cui il lettore ritira il libro prenotato o consulta uno dei nostri documenti. Se poi al di qua e al di là del banco nessuno ha o dimostra particolare fretta, l’atto della ricerca bibliografica o del prestito possono consentire due chiacchiere di contorno, in un salutare scambio. In effetti, le scelte degli utenti ispirano spesso le nostre stesse letture, dandoci la possibilità di veder circolare e prestare direttamente libri che non avremmo mai cercato.
Ultima citata, la relazione utenti-utenti.
Le nostre sale studio, gli studenti universitari che le frequentano, le loro pause prendendo una boccata d’aria nel parco. E anche il pubblico dei concerti, i momenti comunitari all’insegna dell’ascolto di musica dal vivo, le code in attesa di entrare in salone…
L’istantanea di chi osserva senza obiettivo.

FINE DELLE PERCEZIONI

 

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