Le note sono sette, gli accordi sono quattro…

…Una frase come un’altra per dire: la musica necessariamente si ripete, le combinazioni di note che gli autori compongono sono spesso inconsapevolmente “simili” a melodie che hanno ascoltato e che inconsciamente li hanno influenzati. È il più delle volte una fatale coincidenza, spesso non c’è alcuna volontà di plagio.

Come si stabilisce legalmente il “plagio”? La regola delle sette note, come si può leggere su articoli specialistici, non è così ferrea e oggettiva da poter stabilire con certezza la colpa o il dolo.

In ogni caso, senza accusare nessuno o trarre conclusioni che sarebbero necessariamente soggettive, è naturale per chi ama la musica giocare a individuare clamorose similitudini di brani di musica pop.

Un caso curioso riguarda David Bowie, che è stato tra gli idoli di tutte quelle band appartenenti al movimento degli anni 90 chiamato brit-pop: i Suede ne erano dichiaratamente fan, gli Oasis hanno suonato varie volte una cover di “Heroes” in concerto. Ma sono stati i Blur a “rubare” sfacciatamente melodie e armonie di un celebre brano del Duca Bianco.

Prendete “M.O.R.” dall’album senza titolo dei Blur pubblicato nel 1997: è quasi identica a “Boys keep swinging” (1979). Il gruppo di Damon Albarn è stato costretto, dopo un contenzioso legale, ad accreditare la canzone a Blur/Bowie/Eno. Per Damon Albarn comunque, tra le varie produzioni con le sue mille band (Blur, Gorillaz, The good the Bad and the Queen), non è stato l’unico episodio di questo tipo.

Ascoltate anche il ritornello di “Feel Good Inc.” (2005) dei Gorillaz (sempre Damon Albarn alla voce) e subito dopo la strofa di “Staring at the sun” (1997) degli U2. Stavolta è Bonovox che avrebbe da recriminare sui diritti d’autore…

È il caso di citare anche i personaggi “avversari” di Albarn nel brit-pop: i fratelli Gallagher. Gli Oasis hanno sempre avuto la fama di “scopiazzatori” delle canzoni dei Beatles, ma è un luogo comune vero solo in parte: ben altre sono le melodie di cui gli Oasis si sono appropriati.

Se prendete il loro primo album “Definitely Maybe” (1994) e schiacciate play, sono almeno due i casi clamorosi. Il riff di “Cigarettes & Alcohol” è nient’altro che quello di “Get it on (Bang a gong)” (1971), successone dei T-Rex.

E se ascoltate le prime note di “Shakermaker”, è impossibile non notare la somiglianza con il celebre spot della Coca Cola, che qui in Italia è tradotto così: “Vorrei cantare insieme a voi…”. Insomma, “I’d like to teach the world to sing…” è stato trasformato in “I’d like to be somebody else…”: la Coca-Cola non ha gradito, portando la questione in tribunale e ottenendo dagli Oasis un risarcimento di cinquecentomila dollari. Noel Gallagher ha commentato “noi beviamo Pepsi.”.

Coincidenze fortuite, tributi a grandi artisti o furti con destrezza? Ognuno si faccia la sua idea: basta un clic per trovare le canzoni segnalate, oppure dare un ascolto alle registrazioni sotto indicate. E il gioco continua, molti altri casi attendono solo di essere “scoperti”. Trovare somiglianze di questo tipo non farà forse onore ai musicisti in questione, ma concederà un po’ di inconfessabile orgoglio alle nostre orecchie da ascoltatori.


Collocazioni nella Biblioteca Musicale Andrea Della Corte:

David Bowie – Lodger – 13.L.1107 (vinile)

Blur – Blur – 12.F.1805

U2 – Pop – 12.F.1878

Gorillaz – Demon Days – 15.F.2431

Oasis – Definitely Maybe – 12.F.1640

Marc Bolan – Born To Boogie – 13.F.3862

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Informazioni su Paolo Albera

Seduto sugli allora.

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