Curiosità: Antonín Dvořák

3 autori, 3 curiosità e 3 opere: dopo aver parlato di George Friederich Haendel e di Robert Schumann, in quest’ultimo percorso scopriremo lati inediti di Antonín Dvořák.

Dvrak

3 curiosità

…Ma non era “solo” la natura ad affascinarlo; gli piacevano anche alcuni manufatti umani: i treni per esempio. Quando non stava in campagna a Vysokà, alloggiava in un appartamento nella città principale della Boemia: Praga. Qui si recava alla stazione ferroviaria quasi tutti i giorni, e saliva sui treni, ispezionava le locomotive, parlava con i ferrovieri, prendeva appunti e, insomma, raccoglieva un mucchio di informazioni inutili. Se aveva troppo da fare, ci mandava uno dei suoi bambini, che gli avrebbero poi riferito gli avvenimenti vitali della mattina; uno dei loro compiti era ricordarsi i numeri delle locomotive. Una volta ci mandò il suo allievo preferito e futuro genero, un fantastico compositore di nome Josef Suk. Malauguratamente quest’ultimo si confuse e annotò il numero del vagone del carbone e non della locomotiva. Dvořák fu molto deluso: e quello era l’uomo che sua figlia voleva sposare? Poi lo perdonò.

…Ma vivere con lui doveva essere una tortura specialmente se c’era un pianoforte nei dintorni. Aveva l’abitudine di provare le idee delle sue composizioni a ogni ora del giorno e della notte, dimenticandosi completamente della presenza di altri, che forse avrebbero preferito dormire. […] I momenti migliori erano quando scriveva qualcosa, perché allora si sedeva sulla scrivania con carta e penna, e quando la penna non era sulla carta c’è l’aveva fra i denti e provava dei passaggi con le dita sul tavolo, o sulla giacca, o sulle gambe. Anche appena sveglio non era male: se ne stava sdraiato nel letto e provava passaggi sulla trapunta (almeno non faceva rumore, ma lo spettacolo era sempre insolito). Dvořák tuttavia non riusciva a stare negli schemi , era ossessionato!

La prima volta che tornò dall’America, nell’estate del 189, con tutti i figli al seguito, si diresse subito a Vysok. Era così contento di essere a casa che, in un attacco di generosità, donò un nuovo organo alla chiesa locale e fece costruire una pista per giocare ai birilli (il suo gioco preferito, dopo la darda naturalmente)

(Fonte: Steven Isserlis, “Perché Ciajcovskij si nascose sotto il divano”, Ed. Curci Young)

3 opere

Sinfonia n. 9 in Mi minore, op. 95 Dal nuovo mondo
Orchestra sinfonica di Berlino ; direttore Alun Francio: 12.F.1575
Wiener Philharmoniker ; direttore Herbert von Karajan: 93.F.46

Concerto per violoncello op. 104
Israel Philharmonic Orchestra dir. Leonard Bernstein violoncello Mischa Maisky: 04.F.225
Mahler Chamber Orchestradir. Daniel Harding   Steven Isserlis: 13.F. 608 
Czech Philharmonic Orchestra dir. George Szell   Pablo Casals: 15.F.4859 
Berliner Philharmoniker dir. Herbert von Karajan   Mstislav Rostropovich: AMA.F. 7

Rusalka
Czech Philharmonic Orchestra ; direttore Mackerras: 05.F.157

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